"Noi tireremo diritto!"



Piovono le critiche addosso a Renzi, il borioso imbonitore di cervelli che Giorgio Napolitano ha messo alla testa della Presidenza del Consiglio italiana.

"Non bastano le parole, ci vogliono i fatti!", dicono ora Confindustria e Confcommercio, dicono la Borsa e tutti i "poteri forti" che cominciano a domandarsi se continuare a dargli il loro appoggio condizionato, o se non valga la pena di "cambiare cavallo" per difendere meglio i loro interessi di capitalisti e di sfruttatori.

Gli stessi dirigenti del PD che lui aveva preteso di "rottamare" gliene dicono adesso di tutti i colori, da D'Alema che ha denunciato l'inconcludenza del Presidente del Consiglio, a Bersani che ha lamentato l'atteggiamento vacuo e leaderistico dell'ex boy-scout.

E lui come reagisce a quelli che chiama i "gufi" e i "rosiconi" che lo contestano? "Io non arretro di un centimetro!", grida nelle piazze.

Non è un linguaggio nuovo per le orecchie degli italiani. Come rispondeva con tracotante arroganza Benito Mussolini alle critiche che ogni tanto riceveva durante il ventennio fascista? "Noi tireremo diritto!". Renzi non ha la mascella quadrata di Mussolini, ma la sostanza provocatoria del suo discorso è la stessa.

Operai, lavoratori! Non è affidandovi a questo o quel nuovo governo della Repubblica borghese che potrete liberarvi dallo sfruttamento e dall'immiserimento crescente. C'è un solo governo che può farlo: il vostro governo, il Governo Operaio. Siete voi che dovete governare l'Italia!

Lottiamo uniti per QUESTO obbiettivo!

 

8 settembre 2014                  Piattaforma Comunista